Lo Shiatsu

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a cura del prof. Emilio Esposito

Lo Shiatsu è un’antica Arte per la Salute giapponese che, come l’agopuntura, stimola ed riequilibra energia del corpo tramite l’uso di pressioni naturali sui meridiani e su aree riflesse del corpo.

Lo shiatsu aiuta a combattere lo stress, le tensioni muscolari, rinforza le aree più deboli e regola le funzioni degli organi interni, incluso il sistema immunitario.

L’operatore usa anche tecniche di stiramento, massaggio e rilassamento strutturale, e tramite il tatto è in grado di attivare nella persona  l’innato meccanismo di riequilibrio, provocando così una grande sensazione di benessere nel corpo, nella mente, nello spirito.

 

ASCOLTARE CON LE MANI

La vera radice dello shiatsu è semplice, si trova nella reazione istintiva di toccare la parte dolente perchè lo shiatsu stimola la capacità di auto-guarigione. “Shi” significa dita e “atsu” significa pressione. L’operatore applica, con il pollice e con il palmo, occasionalmente con i gomiti o le ginocchia, diversi tipi di pressione lungo questi meridiani e su diverse aree per preservare e riequilibrare il flusso di energia attraverso organi, ghiandole, muscoli, articolazioni, sangue ed in tutto il corpo. Vengono utilizzate anche tecniche di stiramento ed aggiustamenti strutturali per ottenere l’armonizzazione dell’intero sistema energetico.

La pratica dello Shiatsu si rivolge sia a quelle affezioni che sono al limite fra lo psichico e il somatico (ansia, depressione ecc.) sia a quelle turbe che pur non essendo malattie vere e proprie risultano essere effetto di un disordine della funzionalità organica (emicranie, gastriti ecc.) come pure ai disturbi dell’apparato scheletrico (cervicalgie, dorsalgie, lombalgie).

Il trattamento sia in fase preventiva a seguito di un generico disagio o malessere, sia nella forma legata ad uno specifico disturbo, può portare al ristabilimento delle condizione di salute.

Nel corso della seduta di shiatsu si stabilisce una relazione tra l’operatore e il ricevente il quale, come primo effetto, acquisisce una maggiore consapevolezza del proprio corpo e di come tutte le sue parti siano collegate, sentendosi “oggetto di cura” in senso lato, non solo come “malato” ma come persona. Inoltre il “toccare” fa sì che il ricevente oltrepassi la semplice percezione del sintomo e abbia accesso al proprio vissuto emotivo.

Oltre a una possibile remissione dei sintomi, i cambiamenti riscontrati con più frequenza riguardano la qualità di vita nella sua globalità: un miglioramento della quantità e qualità del sonno, di alcune funzioni fisiologiche quali l’appetito e l’alvo, dell’umore e dello stato energetico, del rilassamento fisico e psicologico.

Per questo, in genere, lo shiatsu non produce effetti collaterali indesiderabili e qualsiasi fenomeno possa verificarsi in questo senso dipende da reazioni spontanee e naturali di adeguamento dell’organismo, variabili da persona a persona.


LO SHIATSU AIUTA A …

• rilassare il sistema nervoso
• diminuire lo stress e la tensione
• stimolare il sistema ormonale ed immunitario
• riequilibrare la situazione emotiva e psicologica
• regolarizza il metabolismo
• aumentare la libido
• mitigare l’entità dei disturbi mestruali
• favorire la gravidanza
• calmare il mal di schiena, di collo, di spalla e degli arti
• potenziare le capacità motorie
• accrescere il vigore e la vitalità riproduttiva
• alleviare le conseguenze di traumi di varia natura
• contrastare efficacemente emicranie e cefalee
• prevenire molte malattie comuni
• migliorare il portamento e la postura
• aumentare la conoscenza ed il controllo del proprio corpo
• ripristinare l’equilibrio energetico del corpo

Storia

Nel 1937, molti giapponesi arrivarono in Brasile esportando la pratica dello Shiatsu.

A partire dal VI secolo giunsero e si stabilirono in Giappone dei monaci buddisti che favorirono una larga diffusione dei princìpi della medicina tradizionale cinese e ne costituiscono il fondamento teorico. Dopo secoli di diffusione, nel 1911 venne emanata una legge che riconosceva ufficialmente l’agopuntura, l’an -ma e la mo-xa.

La stessa legge lasciava la possibilità di praticare anche altre forme di trattamento non riconosciute e questo avrà una particolare rilevanza nella nascita e nello sviluppo iniziale del metodo Shiatsu.

Infatti nel 1964, una nuova normativa definì lo Shiatsu come una forma di cura autonoma e distinta dalle altre tecniche venendo così definito: “La shiatsuterapia è una forma di manipolazione che si esercita con i pollici, le altre dita e i palmi delle mani senza l’ausilio di strumenti, meccanici o d’altro genere. Consiste nella pressione sulla cute intesa a perseguire e conservare lo stato di salute dell’individuo nella sua interezza”.

Cominciano così a ricoprirsi di prestigio le prime scuole specifiche per il suo insegnamento e tra queste quella creata nel 1940 da Tokujiro Namikoshi, che ha avuto il merito di essere stato il primo a dare una organizzazione didattica essenziale alla metodologia Shiatsu.

Successivamente il Maestro Shizuto Masunaga, inizialmente collaboratore di Namikoshi, ha elaborato una metodologia di Shiatsu che si basa sulla visione energetica del ricevente in quanto persona, fondando l’associazione di Shiatsu Iokai. Fin dalla sua nascita, che risale al periodo tra le due guerre mondiali si è caratterizzato per la staticità della pressione che viene portata perpendicolarmente alla superficie del corpo. Infatti non esistono nello Shiatsu sfregamenti, impastamenti, manipolazioni, utilizzo di oli o altro; le pressioni entrano in profondità senza scivolare sulla pelle e producono uno stimolo a cui l’organismo della persona trattata “risponde”, recuperando e manifestando dal profondo le proprie risorse vitali. In Italia come nel resto d’Europa lo Shiatsu si diffonde all’inizio degli anni settanta, quando trova un ambiente particolarmente favorevole alla propria diffusione ed al proprio sviluppo, come “terapia alternativa” in risposta alla crescente domanda di salute ed alla difficoltà a fornire risposte della medicina istituzionale. Per alcuni anni i praticanti sono poche decine ed i primi Corsi si svolgono in forma amatoriale e disorganizzata.

Le tecniche dello Shiatsu

Lo Shiatsu si basa su cinque “pilastri”:

  1. il respiro
  2. la postura
  3. la perpendicolarità
  4. la pressione
  5. la sensazione di piacere/dolore

Lo Shiatsu è una tecnica manuale codificata basata principalmente sulle pressioni portate con i pollici, le dita, i palmi delle mani. Una pressione efficace è caratterizzata da cinque fattori che devono sempre essere presenti:

  1. l’uso del giusto strumento di lavoro
  2. una corretta posizione dell’operatore
  3. una corretta individuazione dell’area su cui operare
  4. l’attenzione dell’operatore
  5. tre fasi pressorie: ingresso, stasi, uscita

Questo permette, contattando il suo livello energetico più profondo e quindi tutti gli aspetti della sua realtà, di risvegliare nel ricevente la sua forza di autoguarigione. Nella medicina tradizionale cinese (MTC) psiche e soma non sono mai stati divisi e questo rappresenta una delle fondamentali differenze con la medicina occidentale.

Stili di Shiatsu

Esistono diversi stili di Shiatsu, ma i più diffusi sono quelli fondati dai due grandi maestri Namikoshi e Masunaga (o Iokai), da cui assumono il nome:

  • Lo stile Namikoshi si concentra maggiormente sui sintomi, con l’obiettivo di intervenire sulle patologie in via preventiva e terapeutica, ed è l’unica scuola di Shiatsu ufficialmente riconosciuta dal Ministero della Sanità giapponese. Si contraddistingue per un approccio che utilizza le conoscenze della scienza medica occidentale. Tale tecnica mostra un’efficacia elevata in tempi rapidi, con riferimento agli specifici sintomi trattati.
  • Lo stile Masunaga, maggiormente diffuso in occidente, mira ad un equilibrio generale delle funzioni dell’organismo, la cui mancanza sarebbe, secondo Masunaga, la causa prima delle patologie: l’attenzione è dunque spostata dai sintomi alle cause. Nella pratica dello Shiatsu “Masunaga” si riscontra tipicamente un effetto di rilascio delle tensioni muscolari, con regolarizzazione del respiro, del battito cardiaco e della temperatura corporea: ciò favorisce un benessere a tutti i livelli (psichico, emotivo, fisico) che, dopo una sequenza di quattro-otto sedute con cadenza settimanale, tende a stabilizzarsi per un periodo di alcuni mesi. Alcuni benefici, talvolta, permangono più a lungo.
  • Ohashi ha sviluppato una modalità di lavoro che si basa sulla comunicazione e la sinergia tra chi pratica e chi riceve il trattamento, aumentando il benessere e l’armonia di entrambi, portando quindi beneficio agli operatori. Il movimento continuo e l’uso della forza di gravità rendono il corpo di chi pratica questo tipo di metodo molto flessibile e privo di rigidità e contrazioni che alla lunga possono interferire con il flusso energetico. Ohashi ha contribuito alla diffusione di questa pratica in Occidente, con la pubblicazione di diversi libri e la fondazione di molte scuole di Ohashiatsu in tutto il mondo.

Lo Shiatsu in Italia

Con la Legge 14 gennaio 2013, n.4 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio 2013, n. 22) il Governo italiano ha reso disponibile alcuni elenchi di associazioni professionali, a titolo puramente informativo e senza un giudizio di affidabilità] Nelle note introduttive agli elenchi, il Ministero dello sviluppo economico precisa che l’inserimento di un’associazione di professionisti “non costituisce in alcun modo un riconoscimento giuridico della professione da essi esercitata. Al giugno 2015, figurano negli elenchi la APOS (Associazione Professionale Operatori e Insegnanti Shiatsu – Certificata UNI EN ISO 9001:2008), la FISieo (Federazione Italiana Shiatsu Insegnanti e Operatori) e il C.O.S. (Coordinamento Operatori Shiatsu); in un elenco simile redatto dalla regione Friuli-Venezia Giulia figura l’A.P.O.S. – F.V.G. (Associazione professionale operatori shiatsu Friuli Venezia Giulia),[mentre l’unico membro italiano della European Shiatsu Federation è la FederShiatsu Italia