Le 5 regole del Self Talk ( dialogo interiore) per un gioco vincente:

 

pensieroEmilio

 

           a cura del prof. Emilio Esposito

  1. Riconoscere i pensieri disfunzionali

Per depotenziare i pensieri disfunzionali in allenamento e in gara bisogna prima di tutto andare alla ricerca di tutte quelle frasi negative e scoraggianti che si rivolgono tra sé e sé .

  1. Trasformarli in funzionali e svuotarli dal fattore ansia

Dopodiché, è necessario esercitarsi a trasformare i pensieri disfunzionali individuati in formulazioni funzionali capaci di incentivare reazioni positive a eventi negativi, prive di quell’ansia difficile da controllare. Se ci si esercita con determinazione e costanza, con il tempo sarà possibile svolgere questo esercizio in automatico.

  1. Preferire istruzioni brevi

Soprattutto in sport caratterizzati da precisione e tecnica funzionano meglio modalità di frasi abbreviate, senza soggetto e senza avverbi, che fanno uso della seconda persona singolare.

Le parole da scegliere devono essere semplici. Due sono le tipologie di istruzioni che l’atleta può darsi: abilità specifiche e abilità generali.

Le prime hanno come oggetto particolari capacità e risultano legate più che altro alla tecnica e all’esecuzione di movimenti – “guarda dritto davanti a te”, “piega il gomito”, “inchinati e carica dal basso”.

Le seconde si riferiscono all’esercizio in generale – “mantieni la concentrazione”, “fai attenzione”.

In sport che richiedono forza e resistenza sono più efficaci frasi incoraggianti e motivanti: “stringi i denti, sei a un passo dall’arrivo”; “ancora un’altra bracciata e lo superi”.

  1. Sostituire il “devo” con il “voglio”

L’espressione “devo” tende a caricare di ansia l’atleta perché in un certo senso è come se lo obbligasse ad avere successo per non deludere se stesso o qualcun altro. Meglio optare per il “voglio”: il dirci che quella cosa la vogliamo ci pone automaticamente in una posizione di comando, ci motiva ad essere determinati a gestire la situazione.

  1. Eliminare la parola “non”

Il cervello umano non riesce a elaborare immediatamente la negazione.

Per poter negare un pensiero, la mente deve prima visualizzarlo e poi fargli una “x” sopra!

Se utilizza il NON, durante il processo di identificazione, l’atleta è distratto dal processo di decodifica del pensiero. Perde tempo e aumenta la probabilità di scatenare eventuali conseguenze negative. Si tratta di un fenomeno che fa parte della quotidianità di chiunque: è capitato a tutti di dirsi “basta! Non devo più pensare a questa cosa” e poi ci viene in mente solo e soltanto quella cosa! Per essere efficace, quindi, la frase da allenare nel Self Talk deve essere completamente priva del NON: “Concentrati” è più funzionale di “Non devo distrarmi”.