L’allenamento mentale metodologia di preparazione alle gare.

 

 

 

 

 

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a cura del prof. Emilio Esposito

I programmi di allenamento mentale sono veloci, pianificati, possono essere adattati facilmente al programma di allenamento e possono aiutare l’atleta ad amare ancora di più lo sport, sviluppando al meglio le prestazioni (Martens, 1987).
Con l’aiuto dell’allenamento mentale la preparazione alle gare diventa più facile, infatti usando regolarmente le sue energie l’atleta è più stimolato, i suoi compiti sono più chiari e la fiducia in sé stesso aumenta (Koruç, 1994a).

Davis (1991) ha studiato gli effetti di un programma di otto settimane volto al miglioramento delle prestazioni nel tennis, concentrandosi sulle abilità psicologiche (concentrazione, come affrontare i pensieri negativi, la preparazione alla competizione). Il programma ha influenzato positivamente sia le prestazioni, sia lo sviluppo delle capacità psicologiche. I risultati delle ricerche di Dewitt, Nideffer e Deckner, Silva e Suinn, hanno portato alla tesi che le strategie di allenamento mentale, quali il rilassamento, il sogno, l’organizzazione cognitiva e la prevenzione dei pensieri negativi possono migliorare le prestazioni sportive (Silva, 1984).

La pianificazione dell’allenamento mentale

Innanzitutto è importante prendere in considerazione la resistenza mentale. Secondo Mahoney moltissimi atleti di alto livello usano la tecnica dell’allenamento mentale, ma un numero altrettanto alto di atleti non ne fa uso a causa di mancanza di tempo o di opportunità. Gli atleti, fino a quando non raggiungono un livello elevato, non sono in grado di usare queste tecniche in modo sistematico, ma Suinn evidenzia che il loro uso in atleti di alto livello porta a risultati ancora più significativi (Hecker e Koczar, 1988). Weinberg a questo riguardo sottolinea che gli atleti alle prime armi dovrebbero concentrarsi sui movimenti di base e, mano a mano che aumentano le loro capacità, visualizzare l’azione in modo migliore (Romera e Silvestri, 1990). Secondo Bull, Albinson e Shambrook (1996) gli atleti possono migliorare le proprie abilità, rendendole più regolari e sistematiche, seguendo un allenamento mentale sia durante la preparazione alle gare che durante le gare stesse.

Caratteristiche della resistenza mentale

(Bull, Albinson e Shambrook, 1996):

1. Forte desiderio di avere successo; sono molti gli atleti di alto livello che potrebbero potrebbero raccontarvi per quanto tempo hanno dovuto provare e riprovare prima di riuscire ad ottenere i risultati sperati. L’obiettivo principale dell’atleta dovrebbe essere quello di aumentare il proprio potenziale.

2. Restare ottimista anche di fronte alle difficoltà e ai momenti di forte tensione, resistere allo stress e ai dubbi: se un atleta non è in grado di affrontare la tensione, la sua resistenza mentale è debole e va rafforzata.

3. Controllare il controllabile: questo è uno degli argomenti più importanti per gli psicologi dello sport. Controllando gli aspetti controllabili, i dubbi, le preoccupazioni, le riserve di energia mentale, gli aspetti incontrollabili quali le condizioni meteo avverse, attrezzatura di bassa qualità o la rabbia non indeboliscono l’atleta, che può concentrarsi sui propri obiettivi. Se l’atleta riesce a combinare le sue capacità tecniche con quelle fisiche e quelle dell’allenamento mentale, alla fine può dare il meglio di sé nelle gare.

4. Alto livello di fiducia in se stessi. La fiducia di una persona riguardo alla propria capacità di riuscire in un impresa può portare a un livello di riuscita più elevato.

5. Linguaggio del corpo positivo. Attraverso un uso corretto del linguaggio del corpo è possibile evitare di pensare al proprio avversario, trasformando lo stress, la rabbia e la tensione in aspetti positivi della preparazione e della prestazione.

allenamento mentale

La pianificazione dell’allenamento mentale

Per capire i programmi di allenamento mentale è essenziale prendere in considerazione tre punti principali. Il primo è che la preparazione alle gare è un’esperienza individuale; il secondo che senza allenamento mentale è più difficile vincere; infine il terzo punto afferma che i piani, a causa dello stress della gara, spesso non possono essere portati a termine come prestabilito. È per questo che un arciere di alto livello dovrebbe avere un programma di allenamento mentale e dovrebbe imparare come usarlo, in modo da saper applicare le tecniche anche da solo, seguendo uno schema di preparazione prestabilito. Questa spiegazione non intende però mettere in dubbio la necessità di un programma annuale (o di durata maggiore) ben prestabilito, bensì vuole evidenziare l’importanza dell’allenamento mentale.

Perché l’allenamento mentale è importante.

(Muscat, 2004)

a. Gli atleti possono reagire automaticamente durante le gare;

b. Permette agli atleti di collegarsi ai propri pensieri e sensazioni;

c. Previene lo stress derivante dalla mancanza di controllo;

d. Controlla l’ansia pre-gara;

e. Riduce al minimo le decisioni non necessarie e i dettagli irrilevanti.

Elementi che fanno parte del programma di allenamento mentale.

(Muscat, 2004)

1. Conoscenza dei motivi che portano l’atleta a fare una determinata attività;

2. Conoscenza dello stato ideale dell’atleta (condizione fisica, fisiologica e psicologica);

3. Comprensione delle capacità di gestione dell’energia;

4. Uso corretto delle tecniche di visualizzazione.

Per mettere in pratica un programma di questo tipo, un atleta deve sapere come dare il meglio e come, e quando, non dà il meglio di sé.

Lista utile a strutturare un programma di allenamento mentale

(Bull, Albinson e Shambrook, 1996)

1. Definire tutti gli impegni già esistenti e riportarli su una tabella che rappresenta una settimana (es.: lavoro, allenamenti, tempo libero da dedicare alla famiglia, gare, ecc.).

2. Identificare dei momenti liberi all’interno della settimana (mentre si viaggia sui mezzi pubblici, mentre si fa il bagno, durante le pause dell’allenamento, quando si sistema l’attrezzatura, ecc.).

3. Annotare il numero necessario di allenamenti mentali settimanali;

4. Individuare i momenti da dedicare all’allenamento mentale;

5. Compilare un programma di allenamento mentale, aggiungendolo alla prima tabella.

Per programmare uno schema di allenamento mentale è essenziale identificare i punti di forza e i punti deboli dell’atleta. Il programma dev’essere individuale e dovrà utilizzare parole, suoni e pensieri importanti per l’atleta. Le routine di allenamento dovranno essere programmate in modo da essere complementari e all’interno dell’allenamento fisico dovranno esserci delle porzioni di allenamento mentale, che vanno monitorate e implementate all’interno delle esercitazioni. In questo modo sia la parte fisica che quella mentale dell’allenamento possono svilupparsi in contemporanea. Il programma deve avere uno sviluppo graduale e l’allenamento mentale inizialmente dovrebbe avere una frequenza e un contenuto minori rispetto all’allenamento fisico. Ovviamente la realizzazione dell’allenamento mentale è possibile solo quando viene riconosciuta la sua reale importanza e quindi si sviluppa come parte integrante dell’allenamento (Murphy, 1996).