Creativi si nasce o si diventa?

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a cura del prof. Emilio Esposito

 

La creatività sembra quasi un privilegio esclusivo delle professioni artistiche o di chi si occupa di pubblicistica o di media. È raro che nei bandi di concorso per operatori sanitari si trovi la parola “creatività” fra i criteri di scelta. Sembra quasi che il pensiero creativo non sia assolutamente necessario ai medici o agli altri operatori sanitari. Oltretutto, dove finiremmo se i chirurghi diventassero improvvisamente creativi mentre operano un paziente? Ciononostante, un pizzico di inventiva a volte è necessario anche in questi casi. Non tutto si può gestire con la routine; anche i chirurghi a volte si imbattono in problemi che richiedono una certa flessibilità di pensiero e soluzioni non convenzionali. Ogni paziente rappresenta sempre un caso unico e per i suoi disturbi necessita di una terapia individualizzata. Non si può imparare tutto dai libri di testo e la ricerca clinica, che non sarebbe possibile senza una dose adeguata di creatività, serve per sviluppare nuovi concetti e valutarne l’applicabilità.

Da Aristotele in poi la logica viene esaltata come l’unico strumento in grado di tirar buon frutto dall’intelletto. Ciononostante, l’imprevedibilità stessa delle idee nuove sta ad indicare che esse non sono necessariamente il risultato di ragionamenti logici. Si avverte da qualche parte l’esistenza di un diverso processo intellettivo.

In un mondo dove prevale la razionalità, e dove il potenziale espressivo ed emotivo che è dentro di noi sembra sempre più negato e nascosto, si avverte la necessità di trovare spazi di libertà, in cui esprimersi liberamente e recuperare il piacere dell’intuizione, dell’invenzione, del gioco. Un creativo è uno che decide da che punto osservare la scena, un “non creativo” è uno che subisce la postazione assegnatagli.

pensiero-creativoSiamo tutti geniali………

Molti sono i testi e gli studi che si sono occupati dell’argomento “creatività”, inteso come capacità di dare soluzioni nuove ed inaspettate a diverse categorie di sollecitazioni. La creatività è applicabile ovunque, dall’organizzazione della vita individuale alla ricerca di soluzioni per i grandi problemi collettivi, dall’arte alla tecnologia.

Una concezione ricorrente riguardo alla creatività è che essa sia una specie di talento che viene regalato solo a pochi individui, i quali spesso “pagano” quel dono con la sregolatezza e la trasgressione. L’abbinamento genio/sregolatezza è un luogo comune, e come tale è da evitare, anche dopo aver ammesso che sia in parte vero. Il “genio” è presente in maniera più o meno esplicita in tutti quanti.

“La creatività non è altro che la capacità di usare entrambi gli emisferi in maniera sinergica per trovare nuove soluzioni ai problemi, quindi è una modalità di “trattare il pensiero” attivata da una particolare procedura di funzionamento del cervello umano. E’ per questo motivo che è possibile affermare che ognuno è creativo anche se non sempre riesce ad attivare tale capacità” (F. Cavallin, M. Sberna, Essere Creativi).

Si crede spesso che la poca capacità di innovazione, la scarsa creatività, sia un problema di mancanza di nuove idee, quando il problema è di eliminare le vecchie, ossia la presenza di idee mummificate di cui occorre liberarsi. Non per caso, e sempre più spesso, si sente dire che, prima di imparare ad apprendere, bisogna imparare a disimparare.

Ciò che la scuola può fare, per aiutare gli allievi ad essere consapevolmente creativi, è fornire loro delle metodologie, che, affondando nelle conoscenze, competenze ed abilità di ognuno d’essi, permettano loro di sviluppare nel migliore dei modi le rispettive potenzialità creative. Soltanto una scuola centrata sul discente allora, è una scuola di qualità, una scuola che permette a ciascuno di sviluppare le proprie attitudini in modo creativo.

Io penso che occorre recuperare delle potenzialità che possediamo, occorre riappropriarci della “parte destra del cervello”, occorre stimolare nuovi percorsi cerebrali per un nuovo modo di guardare il mondo. Il consiglio migliore a chi vuol “diventare” creativo è quello di re-imparare a guardare, osservare. Con umiltà e senza dare niente per scontato. Guardare con curiosità significa molto spesso scoprire. Agire ed esprimersi liberamente, significa sgombrare la strada alla parte più geniale di noi.

Il Pensiero Creativo

“Fin dalle scuole elementari – e a volte prima – siamo costretti ad adeguarci ad un sistema che soffoca progressivamente la nostra libertà di immaginazione e di produzione di nuove idee. Il processo di erosione della nostra creatività innata comincia presto e continua poi per tutta la vita.”.

L’abitudine soffoca il cervello. L’abitudine porta un individuo a trovare le solite soluzioni ai nuovi problemi e, con questo comportamento, si è portati ad ottenere i soliti risultati.

Betty Edwards ed Ersilia Zamponi, pure in ambiti diversi, hanno fornito ottimi esempi di come sia possibile “rompere gli schemi” ed approdare a nuove dimensioni espressive. Le tecniche creative sono strumenti da utilizzare per superare le barriere mentali. Con il pensiero analitico puro non è quasi possibile trovare soluzioni veramente nuove e sorprendenti.

Le tecniche creative permettono di abbandonare le vie tradizionali dei propri schemi mentali. Edward De Bono, autorità indiscussa a livello mondiale in campo di pensiero creativo, definisce questo processo come “balzo creativo”. Sulla base di questo modello, che De Bono definisce anche “pensiero laterale”, sono state sviluppate moltissime tecniche creative:

Mappe mentali

Il mindmapping favorisce il pensiero improvviso e le idee spontanee. Si tratta di una tecnica che permette di elaborare una “carta geografica del cervello”, una mappa mentale, su un certo argomento. Durante una fase creativa il nostro cervello lavora a una velocità tale che non siamo in grado di fissare tutti i pensieri, le immagini e i collegamenti formulandoli in modo comprensibile. Tanto più che non pensiamo attraverso formulazioni complesse, ma con concetti chiave e associazioni di immagini. Per creare una mappa mentale serve un grande foglio di carta e se possibile matite colorate di vari colori. La mappa mentale va iniziata al centro del foglio. In questo punto si scriverà in stampatello una parola o una breve frase che descriva la natura del problema, oppure, meglio ancora, si disegnerà il concetto che rappresenta l’argomento: un’immagine rinforza il processo di pensiero creativo.

A questo punto vanno riportate tutte le associazioni collegate al tema centrale, il più spontaneamente possibile. Esse vanno fissate sotto forma di parole chiave. Si deve ignorare il pensiero controllato: il foglio va riempito il più in fretta possibile con tutto ciò che viene in mente riguardo al tema centrale, per quanto ridicolo o insignificante possa sembrare. La mappa mentale viene poi rivista con maggiore tranquillità. È possibile rifinirla aggiungendo nuovi pensieri o eliminando aspetti irrilevanti. In questo modo la soluzione del problema sarà più vicina.

Brainstorming

Letteralmente, la parola “brainstorming” potrebbe essere tradotta come: “girandola del cervello”, ed è appunto questo, un insieme di idee, a volte senza senso, che danno la possibilità di creare nuovi metodi per affrontare un problema con ciò che si ha a disposizione.

Il Brainstorming, fu inventato verso la fine degli anni ’30 da Alex Osborn, un pubblicitario americano. Osborn, notò come le nuove idee, soprattutto durante le riunioni, venivano scoraggiate o addirittura demolite da comportamenti aggressivi. Le persone deboli o poco istruite si mettevano quindi in disparte ad ascoltare i più “forti” e più “preparati”. Seguendo il suo intuito, Osborn organizzò dei meeting, nei quali ogni partecipante (o brainstormer), era tenuto a dire la sua, senza pregiudizi o critiche preventive. Nell’arco degli anni, lo studio di queste tecniche si è sempre più affinato, il brainstorming non è una attività esclusiva dell’universo aziendale: al contrario, nella scuola occupa un posto importante nella formazione dei bambini e ragazzi. Questa attività, realizzabile in gruppi grandi o piccoli, stimola nei bambini la capacità di concentrarsi e contribuisce al libero flusso delle idee.

L’insegnante può iniziare ponendo una domanda o un problema, o introducendo un argomento. Su di esso gli studenti esprimono opinioni o risposte possibili, e propongono termini, metodi, alternative e parole e idee rilevanti.

Qualcuno deve essere incaricato di controllare la sessione, di definire molto chiaramente sin dall’inizio il problema da risolvere e gli obiettivi che si devono raggiungere, e deve mantenere la sessione in questo ambito. Questa persona deve incoraggiare un atteggiamento entusiasta e privo di senso critico nel gruppo e stimolare la partecipazione di tutti i membri del gruppo. Si deve stimolare il gruppo a fare il brainstorming nel modo più informale e divertente, portando tutte le idee possibili, da quelle solidamente pratiche a quelle apparentemente irrealizzabili, creando un ambiente nel quale la creatività è apprezzata. Tutte le idee saranno accettate e registrate.

Le idee non debbono essere criticate né valutate durante la sessione di brainstorming. Il criticismo può inibire qualche membro del gruppo nel proporre le proprie idee.

Matrici morfologiche

Le matrici morfologiche, ideate dall’astrofisico svizzero Fritz Zwicky, costituiscono un metodo con il quale ci si avvicina sistematicamente alla creazione di idee e che si pratica con l’aiuto di una matrice. È particolarmente adatto a persone abituate a pensare in modo tecnico-analitico. Non a caso le matrici morfologiche sono spesso utilizzate nei cosiddetti problemi compositi, per esempio nello sviluppo di prodotti.

In linea di principio si tratta di scomporre il problema da risolvere nelle sue componenti ben definite. Combinandoli e variandoli a piacere, questi aspetti generano numerose nuove soluzioni potenziali del problema; la verosimiglianza aumenta avvicinandosi il più possibile alla soluzione ottimale.

Ecco un piccolo esempio a scopo illustrativo: si tratta di inventare un nuovo design per un tavolo da conferenze:

  • Che aspetto può avere un tavolo da conferenze di nuova concezione?
  • Parametro, qualità del parametro.
  • Forma rettangolare, ovale, quadrata o rotonda.

L’idea: un tavolo sospeso che può essere appeso per esempio al soffitto. Ma forse si potrebbe pensare a un tavolo alto addirittura 2 metri: servirebbero solo le sedie giuste.

Un ulteriore vantaggio delle matrici morfologiche è che la stesura dei risultati avviene quasi automaticamente sul modulo. Il metodo si può utilizzare sia nel lavoro di gruppo che nell’elaborazione singola.

La lista di Osborn

Si tratta di un metodo apparentemente semplice ma molto efficace, ideato da Alex Osborn. E’ particolarmente adatta alle situazioni nelle quali esistono già idee o prodotti che però rappresentano solo soluzioni convenzionali o poco soddisfacenti. Si può utilizzare la lista in modo ottimale anche a complemento di sedute creative già concluse. La lista di Osborn serve ad ampliare il campo di osservazione con una sequenza di domande. Anche qui è naturalmente necessario stabilire per prima cosa quale prodotto, processo o problema deve essere migliorato. In seguito si passano in rassegna i 10 punti della lista di controllo. Per ogni punto è necessario disporre del tempo sufficiente e sviluppare almeno un’idea.

   Problem Solving

E’ una tecnica analitica e razionale per analizzare e risolvere situazioni problematiche. La procedura segue un modello ben preciso di 5 tappe:

           1) Identificazione del Problema (Qual’è il problema?)

           2) Selezione Obiettivi (Cosa vuoi modificare?)

           3) Ricerca Alternative (Cosa potresti fare?)

           4) Decisione-Attuazione (Cosa è più efficace fare?)

           5) Verifica-Valutazione (Ha funzionato? Cosa non ha funzionato?)

      S.W.O.T. Analysis

 

Il metodo della SWOT analysis serve a cambiare gli atteggiamenti mentali di fronte ai problemi.

Si basa su una matrice per la pianificazione strategica, proposta da H. Weihrich nel 1982, divisa in quattro campi, dedicati rispettivamente ai punti di forza (Strenghts) e di debolezza (Weaknesses), alle opportunità (Opportunities) e alle minacce (Threats).

La matrice si usa da soli o in gruppo, e si applica a qualsiasi soggetto: l’azienda, il prodotto, un’iniziativa, un progetto.L’analisi va fatta prendendo in considerazione sia l’interno sia l’esterno dell’azienda, del prodotto, del progetto. I punti di forza interni di un prodotto, per esempio, sono i materiali e la tecnologia impiegati, quelli esterni il rapporto vincente con la concorrenza. L’opportunità e minacce sono da cercare all’interno (organizzazione, problemi sindacali) e all’esterno (impatto ambientale, recessione).

In genere si tende ad avere un solo punto di vista. Con la SWOT analysis invece ci si costringe ad analizzare il problema da quattro punti di vista diversi e contrastanti.

La SWOT analysis è utile per prendere decisioni: quali sono i punti di forza su cui puntare? o i punti deboli su cui intervenire? E quali sono le minacce che possono essere trasformate in opportunità?

 Reversal – Catastrofe

La tecnica Reversal (rovescio) serve in prima analisi ad ingigantire il problema, pensando a modalità alternative per aumentare il problema. Dopo aver pensato e scritto su un foglio i modi per provocare una vera e propria catastrofe, si rovesciano le alternative pensate per riflettere facendo una profonda autoanalisi. Ad esempio se un ragazzo è distratto in classe, per aumentare questo problema possiamo spiegare la lezione in modo incomprensibile, rendere la lezione noiosa, rimproverarlo continuamente, ecc. Il rovescio avviene riflettendo se in questi ultimi tempi stiamo spiegando la lezione in modo incomprensibile, se rendiamo la lezione noiosa, se rimproveriamo spesso, ecc. E’ un modo per capire attentamente i nostri comportamenti, per lavorare su aspetti che sfuggono la nostra coscienza.

Musicopedagogia Immaginativa 

E’ una tecnica svolta in un setting preciso (luce calda e soffusa, musica di sottofondo, ambiente profumato e accogliente con cuscini) che mira al rilassamento muscolare e all’introspezione. Attraverso la musica le persone vengono condotte in un viaggio nella fantasia per evocare, attraverso i simboli, aspetti profondi della personalità.

Cromopedagogia 

E’ una modalità molto bella e semplice per entrare in contatto con se stessi e con gli altri attraverso i colori. Si può colorare lo stemma o il proprio mandala oppure vedere i vari colori usati dai ragazzi nelle varie situazioni. Attraverso il colore usato, il posto in cui è collocato nel foglio e la sua proporzione è possibile raccogliere preziose informazioni sulla personalità.

 

L’Arte degli Scarabocchi

Lo scarabocchio è una vera e propria opera d’arte. Attraverso lo scarabocchio è possibile decifrare emozioni e bisogni dei bambini e degli adulti. Nonostante la difficoltà di leggere il linguaggio misterioso dello scarabocchio, risulta essere una tecnica molto efficace e proiettiva per segnalarci “grumi emotivi” e “blocchi evolutivi”.

    Il Disegno Proiettivo

Esistono diversi test proiettivi. Il test carta e matita della persona, della famiglia, della casa, dell’albero. Tenendo conto dell’età del bambino, in base ad alcuni elementi è possibile scoprire elementi utili sulla crescita evolutiva del bambino.

 

L’Arte di essere “Creativi”

La creatività è la via per formare un proprio percorso interiore, che ci può portare verso mete inimmaginabili, ma soprattutto ci porta l’armonia che è necessaria per il nostro benessere. Ecco che la creatività può servire per liberare delle energie che, ci hanno già portato o che ci stanno portando ad una malattia; in definitiva serve per ri-trovare la propria natura e stabilirne con essa un rapporto di piacevolezza e benessere, qualunque essa sia. Ovviamente non tutto è possibile in un istante, ma la creatività ci dà la possibilità di costruire, di formare le basi per realizzare in pieno i nostri bisogni interiori. La forma più tangibile della creatività è il miracolo. Quando diveniamo consapevoli che possiamo fare i miracoli, noi, “persone comuni”, allora abbiamo capito la nostra vera natura, la nostra vera essenza, le reali capacità che sono insite in noi…e poter realizzare la migliore delle esistenze possibili!

“Abbiamo la testa rotonda perché il pensiero possa viaggiare in tutte le direzioni”

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