Come e dove meditare

 emilio_espositoa cura del prof. Emilio Esposito

Meditare non è difficile, si può imparare agevolmente da soli leggendo uno dei vari libri in materia e anzi per iniziare è sufficiente seguire i suggerimenti e gli esercizi proposti in questo saggio. Ad ogni modo, esistono anche centri e associazioni presso i quali è possibile meditare in gruppo e disporre di una guida in carne e ossa. Dato che in casa abbiamo sempre mille cose da fare, si finisce spesso per rinviare, mentre un appuntamento fisso settimanale in un centro può aiutare a tenere una certa costanza, anche se non sostituisce la pratica quotidiana. E’ consigliabile infatti meditare tutti i giorni o quasi, magari anche solo pochi minuti ma regolarmente. Ogni momento della giornata va bene: c’è chi preferisce la mattina appena alzati, chi il pomeriggio, chi la sera prima di coricarsi, chi infine ha la scelta obbligata a causa degli orari lavorativi o familiari.

Anche il luogo ha la sua importanza: deve essere confortevole e silenzioso, assicurandovi che nessuno venga a disturbarvi, staccando magari il telefono.

meditazione-tabellaDue parole adesso sulla posizione da tenere, che deve essere in genere seduta, su una sedia o poltrona, comoda ma non sprofondata, con la schiena eretta, appoggiata ad uno schienale o a un cuscino. Non cercate di imitare la posizione yoga a gambe incrociate detta “del loto”: se non ci siete abituati, gli effetti negativi prodotti dalla tensione muscolare sarebbero maggiori di quelli positivi.

E adesso veniamo adesso alle tecniche: ogni tradizione, ogni scuola, ogni maestro ha elaborato le sue, e così esistono sul pianeta centinaia e centinaia di modi diversi per meditare, e questo è un bene, poiché non siamo tutti uguali, e certe tecniche vanno bene per alcuni ma non per altri. Quindi sta ad ognuno trovare quella o quelle tecniche che vanno bene per lui o lei.

Quale scegliere? Come per i cibi, la via migliore è quella dell’assaggio: provatene varie, ciascuna per almeno 3 giorni, poi ritornate su quelle che più vi hanno colpito ed approfonditele. Nella fase di approfondimento vi suggeriamo di soffermarvi sulla tecnica prescelta per due-tre settimane.

Ricordate che ogni meditazione richiede un certo tempo per produrre i suoi effetti e che l’avere fretta e aspettative pressanti rappresenta un ostacolo, in quanto crea in voi tensione. Una volta trovata la meditazione che fa per voi rimanetegli fedeli e dedicatevi prevalentemente ad essa, anche per settimane o mesi; se davvero funziona non è consigliabile cambiare per il gusto di cambiare.

Tuttavia, verrà prima o poi un momento in cui sentirete che quella meditazione ha esaurito il suo compito e allora sì, sarà tempo di farne altre.

Dove scegliere? Non è possibile in questa sede dare conto di tutte le tecniche esistenti, e neppure delle principali. Ad ogni modo più oltre sono riportati alcuni esercizi che potete sperimentare, ma per una rassegna più ampia sarà necessario consultare uno dei numerosi libri specifici in materia, indicati in bibliografia al termine di questo volume.

E adesso una avvertenza importante. Alcune tecniche di meditazione possono talvolta apparire un po’ strane, bizzarre o banali, ma dobbiamo tener presente che esse si rivolgono non tanto al piano razionale, che la nostra cultura ha fin troppo sviluppato, quanto ai piani più sottili – ma non meno reali e importanti – delle sensazioni fisiche, delle emozioni, delle intuizioni, dell’immaginazione.

E’ proprio perché non riguardano il piano razionale che questi esercizi sembrano talvolta bizzarri: essi non seguono la logica ma l’analogia, si rivolgono insomma all’emisfero destro del nostro cervello.

Anche a me, le prime volte che mi sono trovato a farli nel ruolo di allievo, è venuto l’impulso di giudicarli o deriderli, ma non l’ho fatto; a criticarli sono sempre in tempo – mi sono detto – prima proviamoli. E provandoli ho dovuto constatarne in molti casi la notevole efficacia.

Descriverli a parole li impoverisce e li snatura, sarebbe come descrivere a parole il sapore di un cibo o il profumo di un fiore: per quanto buona possa essere la descrizione, l’unico modo che avrete per sapere se quel cibo o quel profumo sono davvero buoni è di assaggiarlo, di annusarlo. importante è incuriosirvi fino a quel punto; per andare oltre non v’è però che un modo: farne voi stessi l’esperienza. Un ultima raccomandazione. Ciò che più conta, in ogni tecnica, è una genuina volontà di lasciarsi andare, senza voler interpretare razionalmente e senza tentare di prevedere in anticipo cosa accadrà.